{"id":176,"date":"2012-12-12T20:49:17","date_gmt":"2012-12-12T19:49:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cral-comunefaenzaeurf.it\/?page_id=176"},"modified":"2012-12-12T21:10:32","modified_gmt":"2012-12-12T20:10:32","slug":"il-museo-internazionale-delle-ceramiche","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cral-comunefaenzaeurf.it\/?page_id=176","title":{"rendered":"Il Museo Internazionale delle Ceramiche"},"content":{"rendered":"<p>Il <a title=\"Museo Internazionale delle Ceramiche\" href=\"http:\/\/www.micfaenza.org\" target=\"_blank\">Museo Internazionale delle Ceramiche<\/a> \u00e8 stato fondato nell&#8217;anno 1908 da Gaetano Ballardini maestro nelle discipline storiche attinenti alla ceramica italiana.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione con la quale in quell&#8217;anno Faenza celebr\u00f2 il terzo centenario della nascita di Evangelista Torricelli, raccolse nelle sale dell&#8217;ex convento di San Maglorio &#8211; che poi ospitarono il Museo &#8211; una bella rappresentanza di prodotti delle migliori manifatture d&#8217;Europa, accanto ad una modesta esibizione di esemplari delle antiche fornaci locali. Chiusa l&#8217;esposizione, con i doni degli espo\u00adsitori furono gettate le basi del Museo che doveva, inizialmente, limitarsi alla raccolta dei prodotti caratteristici dei vari centri cera-mici contemporanei. Il nome di Faenza valse al nascente Museo il patrocinio in campo internazionale di molti illustri cultori degli studi e di dirigenti industriali. II comitato locale, intanto, negli articoli di uno statuto approvato con Decreto regio del 19 luglio 1912 che ereggeva il Museo in ente Morale, creava in potenza l&#8217;edificio che si \u00e8 venuto man mano realizzando per lo sviluppo della conoscenza del passato e di nuove ricerche tecnologiche ed artistiche.<\/p>\n<p>Accanto alla Mostra delle Nazioni &#8211; nucleo iniziale del Museo &#8211; si raccolsero esemplari di manifatture e di artisti viventi italiani riuniti poi, nel 1926, nella mostra permanente della moderna ceramica d&#8217;arte italiana. Nel 1916 furono fondate la mostra dell&#8217;antica maiolica italiana, specie di quella faentina, e quella delle ceramiche rustiche delle varie regioni italiane. Nel 1919 fu realizzata la Mostra dell&#8217;Estremo Oriente coi contributi di alcuni collezionisti fra cui il faentino Ercole Alberghi, e di personalit\u00e0 del Giappone.<\/p>\n<p>A queste vennero via via ad aggiungersi le mostre didattiche: dei frammenti di scavo delle maioliche italiane del Rinascimento; delle ceramiche preistoriche e del mondo classico; quella delle ceramiche del Medio Oriente, largamente ampliata nel 1930 con la donazione dell&#8217;orientalista FR. Martin di Stoccolma.<\/p>\n<p>A Iato delle mostre vennero poi costituendosi la biblioteca specializzata e la fototeca della maiolica italiana il cui nucleo risale al 1972. Gaetano Ballardini diede vita nel 1913 al bollettino bimestrale \u00abFaenza\u00bb, repertorio di studi storici dell&#8217;arte ceramica.<\/p>\n<p>Nel 1915-16 venne annessa al Museo una scuola di ceramica. Inizialmente corso privato ad orario serale, nel 1919-20 pass\u00f2 allo Stato e venne trasformato in corso diurno per formare i decoratori ed i tecnici da inserire nell&#8217;industria italiana ed i maestri nelle scuole. Nel 1938 la scuola fu eretta in Istituto d&#8217;Arte a sezione artistica e tecnica, con corsi completi della durata di 8 anni distribuiti in due periodi triennali ed uno biennale. Con l&#8217;annesso Laboratorio Sperimentale di Ricerche a carattere tecnologico e chimico fisico iniziato nel 1920 grazie alla scuola, arricchito in seguito di impianti modernissimi e di una biblioteca specializzata ed oggi Laboratorio di Ricerche Tecnologiche per la Ceramica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, l&#8217;Istituto Statale d&#8217;arte per la Ceramica \u00abG. Ballardini\u00bb collabora direttamente con l&#8217;industria per la qualit\u00e0 e l&#8217;incre\u00admento della produzione italiana.<\/p>\n<p>Tutto questo complesso di opere, distrutto dai bombardamenti che colpirono a pi\u00f9 riprese la citt\u00e0 nel corso dell&#8217;ultimo conflitto mondiale, \u00e8 stato ricostruito negli edifici e nelle raccolte con mirabile spirito d&#8217;iniziativa dal suo fondatore Gaetano Ballardini, deceduto il 26 maggio 1953, e dai suoi collaboratori e continuatori, col concorso di enti ed amatori di tutti i Paesi. Con Decreto Interministeriale del<\/p>\n<p>15 settembre 1965 il Museo veniva classificato \u00abMuseo Grande\u00bb, mentre con un&#8217;apposita legge del 2 agosto 1976 la Regione Emilia-Romagna ne mutava la figura giuridica in Ente Locale pur mantenendone le caratteristiche di autonomia nello spirito dello Statuto del 1912.<\/p>\n<p>II Museo \u00e8 composto di 32 sale. Al piano superiore sono collocate le collezioni Paolo Mereghi (Il); Giovanni Piancastelli (III); mostra retrospettiva della ceramica di Faenza (IV-V-VI); mostra retrospet\u00adtiva della ceramica italiana (VII-VIII); ceramica popolare italiana (IX); Estremo Oriente (X-XII); Oriente prossimo (XI-XII); mostra didattica di cimeli di scavo faentini (XIII-XIV); mostre didattiche italiane (XV-XVI); preistoria e mondo classico (temporaneamente nei depositi); iconoteca (XVII); fototeca e biblioteca (XVIII-XIX-XX); sala delle conferenze; direzione e servizi (XXII-XXIII-XXIV). Il piano terreno \u00e8 cos\u00ec suddiviso: ceramisti faentini contemporanei (XXVI), mostra delle nazioni (XXVII), ceramiche precolombiane (XXVIII) e infine la Collezione Cora con ceramiche italiane e straniere dal Medioevo al XIX secolo, che si estende in varie sale gi\u00e0 contenenti la ceramica italiana del XX secolo temporaneamente nei depositi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Museo Internazionale delle Ceramiche \u00e8 stato fondato nell&#8217;anno 1908 da Gaetano Ballardini maestro nelle discipline storiche attinenti alla ceramica italiana. L&#8217;esposizione con la quale in quell&#8217;anno Faenza celebr\u00f2 il terzo centenario della nascita di Evangelista Torricelli, raccolse nelle sale dell&#8217;ex convento di San Maglorio &#8211; che poi ospitarono il Museo &#8211; una bella rappresentanza di prodotti delle migliori manifatture d&#8217;Europa, accanto ad una modesta esibizione di esemplari delle antiche fornaci locali. 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